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Tutorial

Impara TurboFattura guardandolo funzionare.

Sei passi, dalla prima anagrafica alla migrazione dello storico da un altro gestionale. Ogni scena è l’interfaccia vera del software.

Aggiornata a luglio 2026·Schermate vere del software·18 minuti in tutto

La dashboard di TurboFattura su MacBook: fatturato, fatture recenti e stati SDI

Passo 01

Il primo accesso: è già tutto configurato.

Le domande della registrazione hanno impostato regime fiscale, aliquote e bollo. Puoi emettere subito: queste tre cose sono facoltative.

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    Il logo in fattura

    Impostazioni → Azienda & Fiscale, poi Salva Dati Aziendali. Compare nel PDF, non nell’XML.

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    Il conto per farti pagare

    Serve solo per mostrare l’IBAN e il QR in fattura: passo 04.

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    Il commercialista

    Con una delega vede i tuoi documenti da solo, senza che tu gli mandi niente.

Le Impostazioni di TurboFattura su MacBook: Azienda e Fiscale, Conti Bancari, Importa Dati

Passo 02

Aggiungi un cliente: scrivi la P.IVA, il resto si compila.

Dalla pagina Clienti, bottone Nuovo Cliente — o direttamente dal campo cliente di una fattura.

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    Scegli il tipo

    Azienda, Privato o P.A.: il modulo cambia da solo.

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    Cerca invece di digitare

    Partita IVA e Cerca: ragione sociale e indirizzo arrivano dal Registro imprese (VIES per i clienti UE). Scegli il comune dalla lista prima di ritoccare il CAP.

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    Codice SDI e PEC non sono obbligatori

    Con 0000000 il cliente trova la fattura nel suo cassetto fiscale.

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    Salva

    Solo il bottone Salva cliente salva. Nomi e indirizzi vengono normalizzati come richiede il tracciato SDI.

La finestra Nuovo cliente di TurboFattura, con la ricerca da partita IVA

Passo 03

Emetti la fattura: tu scrivi cosa hai venduto, i conti li fa lui.

Documenti → Fatture → Nuova Fattura. IVA, cassa, ritenuta e bollo si calcolano da soli secondo il tuo regime; il numero lo assegna il software.

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    Cliente e righe

    Il cliente si sceglie dalla rubrica; le righe a mano o dal catalogo.

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    Salva o invia

    Salva Bozza mette da parte, Invia al SDI trasmette dopo una checklist: gli avvisi si superano, gli errori no.

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    La copia al cliente

    L’email è un gesto separato (Invia al cliente): l’invio allo SDI non la manda da solo.

L’editor fattura di TurboFattura: righe, totali con ritenuta e bottone Invia al SDI

Passo 04

L’IBAN una volta, il QR su ogni fattura.

Impostazioni → Conti Bancari (“Gestisci IBAN e conti multipli”). Non è obbligatorio per emettere: serve al cliente per pagarti.

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    Aggiungi Conto

    Nome Banca e IBAN (validato mentre scrivi); l’intestatario è facoltativo.

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    Conto predefinito

    È questo interruttore a decidere quale conto finisce in fattura; le etichette colorate sono solo un promemoria.

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    In fattura

    Il campo si chiama Conto / IBAN e sta sotto Avanzate nel blocco pagamento.

La sezione Conti Bancari di TurboFattura: IBAN validato e interruttore Conto predefinito

Passo 05

Porta lo storico dal vecchio gestionale.

Impostazioni → Importa Dati: trascini i file (.xml, .p7m, .zip, .csv, .xlsx) e il sistema li riconosce dal contenuto. Nulla viene scritto finché non confermi.

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    L’analisi parte da sola

    Ogni file mostra il suo esito: fatture, anagrafiche, duplicati già presenti (saltati in automatico). Sui file ambigui decidi tu con Importa come…

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    Due scelte, poi conferma

    Crea anche clienti e fornitori dalle fatture (attivo) e Segna le fatture importate come già incassate (se lo storico è pagato). Il bottone dice quanti elementi scriverà.

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    La numerazione si aggiorna

    La prossima fattura riparte da dove eri arrivato; se i numeri hanno un formato insolito te lo dice e lo imposti tu.

Le fatture importate restano identiche all’originale, byte per byte: anteprima, PDF e download restituiscono esattamente il documento caricato.

L’import di TurboFattura: file riconosciuti, riepilogo con duplicati saltati e bottone di conferma

Passo 06

Dopo l’invio ci pensa lui.

Gli esiti del Sistema di Interscambio arrivano da soli, anche come notifica sul telefono.

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    Consegnata

    Recapitata al cliente: fine felice.

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    Mancata consegna — non è un errore

    La fattura è valida ed è nel cassetto fiscale del cliente: non va riemessa.

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    Scartata

    Mai emessa fiscalmente: il motivo è nel dettaglio, correggi e rimandi con lo stesso numero. Una consegnata si storna con nota di credito.

TurboFattura su iPhone: notifica di fattura consegnata e stati delle fatture

Le domande che ci fanno sempre

Le risposte sono quelle vere, verificate sul software: se qualcosa non si può fare, qui c’è scritto che non si può fare.

Devo inserire l’IBAN prima di poter fatturare?

No. Puoi emettere e inviare al Sistema di Interscambio senza aver mai salvato un conto bancario. L’IBAN serve al cliente per pagarti, non allo SDI per accettare il documento.

Posso importare lo storico da un altro gestionale?

Sì, da Impostazioni → Importa Dati. Si accettano XML, fatture firmate .p7m, archivi ZIP e file CSV o XLSX di anagrafiche, anche tutti insieme. Le fatture vengono conservate byte per byte, identiche all’originale, e i duplicati vengono saltati automaticamente.

Devo preparare o rinominare i file prima di importarli?

No. Il riconoscimento guarda il contenuto del file, non l’estensione: anche un file con il nome sbagliato viene capito. Gli ZIP vengono aperti e smistati file per file, e ciò che non è riconosciuto te lo fa classificare a mano prima di scrivere qualsiasi cosa.

Cosa succede alla numerazione se importo fatture vecchie?

L’import legge i numeri e aggiorna la serie da solo, così la prossima fattura riparte da dove eri arrivato. Se i numeri importati hanno un formato insolito il software te lo dice e ti chiede di impostare tu il prossimo numero, per non lasciare buchi.

Il cliente riceve l’email quando invio la fattura?

No, sono due azioni distinte. L’invio va al Sistema di Interscambio; la copia di cortesia al cliente si manda separatamente, dalla schermata successiva all’invio o dal menu della fattura in elenco.

Che differenza c’è tra “mancata consegna” e “scartata”?

Una fattura con mancata consegna è valida a tutti gli effetti: il recapito del cliente non ha risposto e il documento è a sua disposizione nel cassetto fiscale. Una fattura scartata, invece, fiscalmente non è mai stata emessa: si corregge e si rimanda con lo stesso numero.

Non conosco il codice SDI del mio cliente: posso fatturare comunque?

Sì. Codice destinatario e PEC non sono obbligatori: lasciando 0000000 il cliente trova la fattura nel proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Posso cambiare il numero di una fattura?

No, il campo non è digitabile: il numero lo assegna il software seguendo la serie progressiva, come richiede la normativa. Il punto di partenza della serie si imposta dalla pagina Importa dati.

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