Novità normative
Fatturazione elettronica 2026: cosa è cambiato davvero (e cosa no)
Specifiche tecniche 1.9.1, scarico massivo delle fatture, proroga dello split payment: le novità vere del 2026, separate dalle notizie sbagliate che continuano a circolare.
Le novità vere del 2026 (e la bufala da smontare subito)
Sulla fatturazione elettronica 2026 circola ancora una notizia sbagliata: che dal 1° gennaio 2026 l’obbligo si estenda ai forfettari. È falso, e non da poco: l’obbligo di fattura elettronica è generalizzato dal 1° gennaio 2024, forfettari inclusi, per effetto della Legge 197/2022. Se sei forfettario e fatturi elettronicamente da due anni, non ti sei perso nulla: eri semplicemente già in regola.
Le novità vere del 2026 sono altre, e riguardano soprattutto la tecnica del sistema, non il perimetro dell’obbligo. In sintesi:
- le specifiche tecniche 1.9.1, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 31 marzo 2026 e obbligatorie dal 15 maggio 2026;
- lo scarico massivo delle fatture per intervallo temporale, attivo dal 18 marzo 2026;
- la proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029, autorizzata dall’Unione Europea.
Vediamole una per una, con un occhio pratico: cosa devi fare tu, e cosa invece fa già il tuo gestionale.
Specifiche tecniche 1.9.1: obbligatorie dal 15 maggio 2026
La novità più concreta dell’anno è l’aggiornamento del tracciato XML. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 31 marzo 2026 le specifiche tecniche 1.9.1 della fattura elettronica, obbligatorie dal 15 maggio 2026. Dal quel giorno lo SdI scarta i file costruiti col tracciato precedente: chi genera le fatture con strumenti non aggiornati se ne accorge nel modo peggiore, con lo scarto.
Cosa cambia in pratica:
| Novità | Cosa significa |
|---|---|
| Controlli sul Gruppo IVA | Nuovi controlli sulle fatture emesse verso soggetti che aderiscono a un Gruppo IVA, per intercettare errori di intestazione prima che diventino un problema fiscale. |
| Compensi sportivi dilettantistici | Nuova codifica nel blocco AltriDatiGestionali per indicare i compensi sportivi dilettantistici esenti. |
| Codici destinatario: da 100 a 300 | Ogni soggetto può registrare fino a 300 codici destinatario (prima erano 100). Rilevante per intermediari e realtà con molti canali di ricezione. |
| Certificati Web Service via CSR | Nuova procedura di rilascio dei certificati per i canali Web Service, basata su richiesta CSR. |
La buona notizia: se usi un gestionale aggiornato, non devi fare nulla. L’adeguamento del tracciato è un lavoro del software, non tuo. Su TurboFattura, in più, la checklist pre-invio controlla il documento prima che il file parta verso lo SdI: gli avvisi sono superabili, gli errori no.
Da sapere: se una fattura viene scartata dallo SdI, fiscalmente è come se non fosse mai stata emessa. Si corregge e si reinvia con lo stesso numero entro 5 giorni: niente nota di credito.
Scarico massivo delle fatture dal 18 marzo 2026
Seconda novità operativa: dal 18 marzo 2026 è possibile lo scarico massivo delle fatture per intervallo temporale. In pratica puoi richiedere in blocco le fatture di un periodo, invece di recuperarle una per una.
È una funzione utile soprattutto a commercialisti e intermediari che gestiscono molte posizioni, ma serve anche a chi deve ricostruire un periodo: un cambio di gestionale, un controllo, la ricostruzione di un archivio incompleto. Se stai migrando da un altro software, il percorso su TurboFattura è Impostazioni, sezione Importa Dati: accetta XML, p7m, ZIP, CSV e XLSX, conserva i file byte per byte e deduplica in automatico le fatture già presenti. Lo scarico massivo dall’Agenzia delle Entrate più l’import nel gestionale è oggi la strada più rapida per ripartire con l’archivio completo.
Split payment prorogato fino al 30 giugno 2029
Terza novità, sul fronte PA: lo split payment è stato prorogato fino al 30 giugno 2029 con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1728, adottata il 10 luglio 2026 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE il 15 luglio. Il MEF aveva già confermato con comunicato del 30 giugno che il meccanismo prosegue senza soluzione di continuità dal 1° luglio 2026: nessun vuoto normativo, nessun cambio di comportamento per chi fattura alla PA.
Due precisazioni che evitano errori frequenti:
- le società quotate FTSE MIB sono escluse dallo split payment per le fatture emesse dal 1° luglio 2025 (art. 10 del DL 84/2025): se fatturi a una quotata, verifica il regime applicabile prima di spuntare la scissione dei pagamenti;
- lo split payment non si applica ai compensi soggetti a ritenuta alla fonte, né ai forfettari, le cui operazioni non espongono IVA.
Se lavori con enti pubblici, il quadro completo su esiti, rifiuti e scissione dei pagamenti è nell’articolo dedicato alle novità sulle fatture verso la PA.
Cosa NON è cambiato nel 2026
Vale la pena fissare anche l’elenco delle cose che restano come prima, perché è lì che si annidano le notizie sbagliate:
- Il perimetro dell’obbligo: la fattura elettronica è obbligatoria per la generalità dei titolari di partita IVA dal 1° gennaio 2024, forfettari inclusi (L. 197/2022). Il 2026 non aggiunge nuovi obbligati.
- Il termine di emissione: resta di 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per la fattura immediata.
- Il TD28 per gli acquisti da San Marino esiste dal 2022: chi lo presenta come novità 2026 sta riciclando contenuti vecchi.
- Il bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro, comprese le operazioni N2.2 dei forfettari. Soglia e meccanismo invariati; cambiano solo le scadenze di versamento dell’anno, come ogni anno.
Da sapere: quando leggi «dal 2026 scatta l’obbligo per i forfettari», stai leggendo un articolo non aggiornato. L’obbligo generalizzato è legge dal 2024 (L. 197/2022).
Checklist: sei in regola per il 2026?
Cinque verifiche rapide per chiudere l’argomento e tornare a lavorare:
- 1Verifica che il tuo software generi il tracciato 1.9.1
Dal 15 maggio 2026 lo SdI scarta i file col tracciato precedente. Se usi un gestionale in cloud aggiornato non devi fare nulla; se generi XML con strumenti fatti in casa o software datati, è il momento di controllare.
- 2Rispetta il termine dei 12 giorni
Il termine di emissione non è cambiato: 12 giorni dalla data dell’operazione. Su TurboFattura la numerazione progressiva è assegnata dal software e il campo non è modificabile, così la sequenza resta coerente senza buchi né duplicati. Se è la tua prima volta, parti dalla guida alla prima fattura elettronica.
- 3Controlla la fattura prima dell’invio
Meglio un avviso prima che uno scarto dopo. La checklist pre-invio verifica il documento prima del clic su Invia al SDI, e gli esiti arrivano in tempo reale con notifica: sai subito se la fattura è stata consegnata o scartata.
- 4Gestisci bollo e casi particolari
Se emetti fatture senza IVA sopra i 77,47 euro (tipico dei forfettari), il bollo virtuale va indicato nel file: nel software è calcolato e applicato in automatico. Idem per ritenuta e cassa previdenziale, calcolate in base al tuo regime.
- 5Metti in ordine l’archivio
Le fatture vanno conservate a norma dell’art. 39 del DPR 633/72: oggi puoi assolvere l’obbligo, ad esempio, col servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate. TurboFattura affianca a questo l’archiviazione cloud per 10 anni, con la conservazione a norma in arrivo. Per capire la differenza tra archiviazione e conservazione, leggi la guida alla conservazione sostitutiva.
Morale del 2026: nessuna rivoluzione, ma un sistema che si irrobustisce. Le specifiche 1.9.1 e lo scarico massivo sono manutenzione evolutiva; lo split payment prorogato è continuità. Chi lavora con un gestionale aggiornato attraversa tutto questo senza accorgersene, ed è esattamente il punto.
Domande frequenti
L’obbligo di fattura elettronica per i forfettari parte dal 2026?
No. L’obbligo è generalizzato dal 1° gennaio 2024 per effetto della Legge 197/2022, forfettari inclusi e senza soglie di ricavi. Gli articoli che collocano l’estensione nel 2026 non sono aggiornati.
Cosa succede se invio una fattura col vecchio tracciato dopo il 15 maggio 2026?
Lo SdI la scarta: le specifiche tecniche 1.9.1 sono obbligatorie dal 15 maggio 2026. Una fattura scartata è fiscalmente mai emessa: si corregge e si reinvia con lo stesso numero entro 5 giorni, senza nota di credito. Con un gestionale aggiornato il problema non si pone.
Il termine di emissione della fattura è cambiato nel 2026?
No. Resta di 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per la fattura immediata. Le novità 2026 riguardano il tracciato e i servizi dell’Agenzia, non i termini.
Cos’è lo scarico massivo delle fatture attivo dal 18 marzo 2026?
È la possibilità di scaricare in blocco le fatture per intervallo temporale, invece di recuperarle una alla volta. È utile per migrazioni, controlli e ricostruzioni di archivio: i file scaricati si possono poi importare nel gestionale.
Lo split payment è ancora in vigore?
Sì: la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 lo ha prorogato fino al 30 giugno 2029, senza interruzioni dal 1° luglio 2026. Attenzione però: le società quotate FTSE MIB sono escluse per le fatture emesse dal 1° luglio 2025, e il meccanismo non si applica ai compensi con ritenuta né ai forfettari. Approfondisci nelle novità sulle fatture PA.